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Dalla zucca in poi i conti a tutta remunerazione, quelli di solo deposito, con operatività limitata e remunerazione elevata delle giacenze avevano attratto un numero sempre più consistente di clienti. E tanti operatori erano comparsi sul mercato facendosi concorrenza a suon di tassi creditori e promozioni fino al 4,50%. Ma la crisi finanziaria ha cambiato tutto. Con il Bce fisso da mesi all’1% e l’Euribor ai livelli più bassi di sempre che non riesce a superare lo zero virgola qualcosa, anche i tassi attivi dei conti di deposito ne risentono.
Nel campione analizzato da Of, infatti, la media dei rendimenti attivi a regime non supera un magro 1,29%. E non va meglio nemmeno con le promozioni a tempo determinato che offrono un tasso di poco superiore, e pari all’1,76% medio.
Come fare allora per ottenere rendimenti dalle somme lasciate in deposito presso la banca? Si può ancora sperare di portare a casa almeno un 2,50% lordo? Per scoprirlo Of ha analizzato un campione di istituti di credito che offrono conti di deposito, tra i quali spiccano per la loro (significativa) assenza i due big italiani: UniCredit e Intesa Sanpaolo, orientati più verso i nuovi conti a pacchetto all inclusive (vai all’articolo) che verso i conti di rendimento. E, dall’analisi, ha scoperto che in realtà qualche promozione interessante ancora c’è, ma bisogna buttare un occhio alla data di scadenza.
Chi offre di più oggi è Depositoonline di MPS, venduto sulla piattaforma multicanale appartenente al Gruppo Monte dei Paschi, Infinita. Per calcolare il tasso attivo applicato ai depositi è necessario sommare 2,40 punti percentuali alla media del mese precedente dell’Euribor a 3 mesi, pari cioè a 0,74% (media del mese di ottobre), per un totale, lordo, di 3,13%. Ma si tratta di un tasso in promozione con scadenza a brevissimo termine. A fine anno, infatti, non sarà più valida e il tasso applicato, a regime, sarà pari ad un molto più esiguo, e molto poco remunerativo, 0,04%. Il conto di MPS non ha costi di attivazione, può essere gestito direttamente da Internet e non ha limiti massimi di giacenza. Inoltre se la media mensile dei depositi sul conto è pari ad almeno 10.000 euro, anche l’imposta di bollo viene azzerata e presa in carico dalla banca.
Segue, con il 3% lordo Time Deposit, il conto di deposito di Santander Consumer Bank, l’istituto di credito spagnolo che in Italia conta più di 60 filiali e di 21.000 negozi convenzionati. Il tasso al 3% è vincolato a depositi di 12 mesi, e si riduce a 2,75% per durate semestrali. Il conto, che si può aprire direttamente online dalle pagine del sito ufficiale della banca retribuisce gli interessi al termine del vincolo. Mentre se si vuole estinguere anticipatamente, non si deve pagare nessuna penale, ma il tasso creditore riconosciuto in questo caso scenderà all’1,50%.
Scende in classifica e si assesta in terza posizione Banca Ifis, la Banca italiana per l’impresa. La promozione per il suo deposito libero Rendimax, destinato sia a liberi professionisti che privati retail, che offriva un tasso lordo al 3,75% (4% fino allo scorso aprile), è scaduta e non è più stata rinnovata, ma il tasso a regime applicato resta comunque sopra la media del campione: 2,50% lordo. Arriva invece al 3,25% la remunerazione per il deposito vincolato a 12 mesi. In questo caso, gli interessi vengono riconosciuti in anticipo, e il capitale non può essere movimentato fino alla scadenza del vincolo annuale. Ma si può optare anche per soluzioni a breve termine: 1,2,3,6 e 9 mesi, con tassi rispettivamente pari a 2,65, 2,70, 2,80, 3 e 3,10%.
Arriva al 2,50% lordo anche CheBanca! con il deposito vincolato a 12 mesi, ma la percentuale di rendimento diminuisce al tondo 2% per vincoli a 6 mesi e arriva all’1,50% per scadenza trimestrale. Mentre il deposito libero non remunera più dell’1% lordo. Sempre al 2,50% anche Contoconto di Carige, anche se si tratta di un tasso promozionale valido solo per i primi sei mesi, a patto che la giacenza non superi la soglia massima di 50mila euro. Al termine di tale periodo (o per giacenze superiori a 50mila euro) il tasso creditore applicato al deposito scende di un punto percentuale assestandosi a quota 1,50%. Ma ancora per poco: dal primo dicembre 2009, infatti, il tasso a regime subirà un ulteriore aggiustamento portandosi alla soglia dell’1,20%.
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